La montagna sul grande schermo (Il Gazzettino - 14 agosto 2007)

di Piero Zanotto

Il numero 13 porta bene al Film Festival della Lessinia. La sua tredicesima edizione (18-26 agosto) lo vede voltar pagina. Lasciato Cerro, con una progammazione molto più articolata anche a livello di iniziative quotidiane, approda in questo 2007 a Bosco Chiesanuova. Nuovo banco di prova per l'entusiasta suo giovane direttore "storico" Alessandro Anderloni, colui che la rassegna l'ha inventata e fatta crescere passo dopo passo, allargando, finora in ambito europeo, la sua internazionalità. Insieme a Italia, Germania, Svizzera, Austria, Francia, Spagna, Slovacchia si aggiunge ora la Turchia. Cinema documentario e a soggetto come esclusivo rigoroso osservatorio della vita in montagna, a tutti i livelli posssibili, in particolar modo nei confronti delle popolazioni che vi abitano, talora con ostinazione non volendo abbandonare territori che il tempo ha inesorabilmente logorato rendendo la vita lassù anche pesantamente difficile.

Niente sport, quindi, e tanto meno film sull'alpinismo strettamente concepito, appannaggio principale questo del festival trentino col quale comunque il Festival della Lessinia ha da tempo instaurato una proficua collaborazione. Venticinque i film ammessi dopo il vaglio di una selezione a maglie strette. Complessivamente, contando anche le opere fuori concorso o considerate "evento", oltre quaranta. E tra queste possiamo citare un classico italiano del periodo silenzioso: "Maciste alpino" realizzato da Luigi Maggi e Romano Borgento nel 1916, col "Maciste" Bartolomeo Pagano, entrato nell'immaginario collettivo dopo la sua interpretazione nel battistrada dei kolossal cinematografici "Cabiria" di Giovanna Pastrone di due anni prima. Tra gli eventi la speciale serata riservata (21 agosto) ai filmati muti sulla Grande Guerra, con commento musicale dal vivo. E ancora "Il postino di montagna", che aprirà il festival, ricavato da Adolfo Barutti nel 1951 da un soggetto di Dino Buzzati e girato a Colle Santa Lucia ai piedi del Monte Pelmo nel bellunese. Vi sarà poi il 22 agosto una serata speciale dedicata a Don Lorenzo Milani, il "maestro dei montanari" a Barbiana sul Mugello che lasciò una traccia indelebile nella storia della Chiesa. Presidente di giuria è quest'anno il tedesco Gerhard Baur, un autore di tutto rispetto premiato più volte a Trento e in altre rassegne del cinema di montagna. I premi: oltre al Lessinia d'oro (3000 euro) e al Lessinia d'argento (1500 euro) ce ne sono altri sei diciamo specilistici. Tra essi quelli per la migliore opera sulla tutela dell'ambiente e sul Parco della Lessinia.