Il Film Festival debutta con l'omaggio a Buzzati (L'Arena - sabato 18 agosto 2007)
Prima serata di proiezioni al teatro Vittoria: si comincia con una pellicola restaurata, «Il postino di montagna»
di Vittorio Zambaldo
Un evento speciale apre questa sera alle 21, nel teatro Vittoria di Boscochiesanuova, la prima delle nove serate dedicate al Film Festival della Lessinia: torna sugli schermi restaurato «Il postino di montagna», di Adolfo Baruffi, tratto da un soggetto scritto da Dino Buzzati. Il cortometraggio, di 15 minuti, girato in nel 1951 a Colle Santa Lucia, ai piedi del Pelmo, è la cronaca di una giornata di lavoro del postino del paese, che nel consegnare la corrispondenza incontra le persone impegnate nello loro occupazioni e come un filo lega mestieri, caratteri, costumi al ricordo di una vita che non esiste più. L’opera, creduta persa, è stata ritrovata e restaurata a cura della Fondazione Cineteca italiana di Milano, che ripropone così una testimonianza unica delle condizioni di vita di cinquant’anni fa in montagna.
Le tre proiezioni successive, sono tutte straniere, due tedesche e una spagnola. Dalla Germania arriva «Das Gold des Himalaja. Nomadenleben in Ladakh» (L’oro dell’Himalaya. La vita dei nomadi a Ladakh) di Thomas Wartmann, storia di Norbu, giovane della tribù Changpa, stanziata a 4000 metri di altitudine. Torna dalla capitale con la fidanzata da far conoscere ai genitori e il viaggio è anche l’occasione per mostrare paesaggi mozzafiato lungo le quattro stagioni, sfondo di questa e altre storie legate al nomadismo.
«O tempo dos bullós» (Il tempo delle castagne), di Chus Domìnguez, è pellicola in bianco e nero girata sulle montagne spagnole del Caurel. A commento della vita in montagna ci sono solo i suoni del silenzio: il lavoro, la natura, il vento, la pioggia.
Infine «Schatten der Wüste. Salzkaravanen im Niger» (Ombre del deserto. Le carovane di sale in Niger) della tedesca Bettina Haasen, è il viaggio di Djibrilla, ragazzo dodicenne, con le carovane di sale che attraversano il deserto. Per la prima volta accompagna i Tuareg che, annualmente, partendo dalle montagne dell’Aïr, attraversano il Ténére fino all’oasi di Blima. Qui acquistano il sale il cui commercio è una delle principali fonti di sostentamento del clan. In 30 giorni e 600 chilometri compiono il loro tragitto e Djibrilla vive con loro l’esperienza. Intorno al fuoco, nella fredda oscurità delle notti del deserto e lungo le piste sulla sabbia, affronta prove di coraggio, prima di raggiungere l’oasi del sale, dove acquistare il prezioso carico da portare in montagna, dopo l’offerta rituale.
Gli ingressi alle proiezioni sono a pagamento (4 euro il singolo biglietto), con possibilità di abbonamento (25 euro) che dà accesso per tutti i nove giorni, con 42 film in calendario, di cui 25 in concorso.
Domani mattina alle 11 inaugurazione nell’atrio della Sala Olimpica della mostra con fotografie e testi inediti del geografo Eugenio Turri, curate dalla figlia Lucia e alle 18 presentazione della ristampa da Cierre Edizioni del suo libro «La Lessinia». Alle 16, protagonisti i registi veronesi, con otto video su Baldo e Lessinia.
