Concorso
Aljas haci gavortáuciatItalia - 2007 - Mini DV - Colore Nella Lessinia del 1901 un uomo viene ucciso in circostanze misteriose. Da qui ha inizio un incubo che sembra non aver fine. Il film vuole essere una riflessione sull’abbandono delle contrade sui Monti Lessini e una denuncia di quei “predatori di oggetti antichi” che, andando a trafugare nelle vecchie case, danno la morte a questi luoghi rubando innanzitutto l’identità di coloro che li avevano abitati. In un susseguirsi di quadri, tra l’onirico e la realtà, la vicenda dà lo spunto per mostrare, in tutta la sua tragica evidenza, l’abbandono e la rovina delle contrade ma anche la poesia che questi luoghi, circondati dalle faggete della Lessinia, sanno, nonostante tutto, trasmettere a chi li vada ancora oggi a visitare. |
AlpujarreñoSpagna - 2007 - DV-Cam - Colore Subito dopo la fine della Guerra Civile Spagnola, un anziano parte dal suo paese, in compagnia soltanto del suo fedele asino, con l’intenzione di chiarire i fatti che hanno portato all’assassinio di suo figlio. Il suo viaggio si rivelerà tragico quanto quello del povero figlio. Il film, interpretato da attori non professionisti, evoca l’atmosfera degli anni Trenta e Quaranta, anche attraverso la coraggiosa scelta di “invecchiare” l’immagine video. Il soggetto è basato su una storia vera accaduta a Granada, nella regione dell’Alpujarra, nel 1939. |
BellavistaAustria - 2006 - Digital Betacam - Bianco e nero Bellavista, il nome di tanti hotel di montagna, è anche il nome di un hotel di Sappada, un’enclaves linguistica delle Alpi Carniche, sul confine tra Italia e Austria. Giuliana, l’unica figlia femmina di Piero e di sua moglie Diana, ha vissuto lungamente all’estero, prima di dedicarsi alla gestione dell’hotel di famiglia insieme con il fratello. Sono stati due brutti incidenti e la morte del suo secondo fratello a riportare Giuliana a vivere nella casa dei genitori. Accanto al suo lavoro nelle cucine dell’hotel, studia da anni il dialetto che lei parla fin da giovane, il Plodar, o Sappadino. Il film accompagna Giuliana a far visita ad alcuni vecchi abitanti del villaggio dov’è nata, in un ritorno alle origini che la costringe a fare i conti con le luci e le ombre della sua vita. Un ritratto intenso e malinconico che fa riflettere su cosa significhi vivere in montagna o sentirsene prigionieri. |
Das Gold des HimalayaGermania - 2006 - Digital Betacam - Colore A 4000 metri di altitudine, sulle montagne del Ladakh sud-occidentale, vive il popolo nomade dei Changpa. Pochi al mondo vivono a queste altitudini, in un paesaggio scolpito dall’aria e dal vento dove il terreno è arido e le bestie devono contendersi le poche sterpaglie per sfamarsi. Il film racconta la storia di Norbu, un giovane di 19 anni che, di ritorno dalla capitale del Ladakh, porta a casa la sua giovane fidanzata per farle conoscere i suoi genitori. I panorami mozzafiato, lungo le quattro stagioni, fanno da sfondo a questa e alle altre storie di questo popolo, dai mesi della primavera, con i fiumi ancora ghiacciati, alla neve dell’inverno, come gli animali stretti tra di loro per conservare quel po’ di tepore necessario alla sopravvivenza. |
Das Kalb in der Kuh und das Korn in der Kist. Ein Bergbauernjahr im UltentalGermania - 2006 - Digital Betacam - Colore L’Oberhof è uno degli ultimi masi in fondo alla Val d’Ultimo. Da secoli ci abitano gli Schwienbacher che tutti, lassù, dal nome del maso, chiamano “Oberhofer”. I fratelli Luis e Wascht vivono con la loro anziana madre, Zilla. Alla fine di giugno, con falce e rastrello, si trasferiscono a malga Tufer, a 2000 metri, e, in agosto, falciano il prato, minuziosamente, con amore, attorno anche ai sassi più piccoli per raccogliere il fieno e non lasciarne nemmeno un filo per terra. D’inverno, il fieno viene caricato sulle slitte e legato con le corde ricavate da pelle di mucca, costruite pazientemente dai fratelli stessi, nel maso, sotto lo sguardo attento di Zilla. La discesa delle slitte a valle è una festa. Un tempo le ragazze sceglievano il ragazzo con la slitta più bella. E poi si ballava, tutti insieme. Ora, invece, non si balla più: mancano le ragazze.
|
Der Alpenkönig kehrt zurückGermania - 2005 - Digital Betacam - Colore Nelle leggende, nelle credenze, nelle superstizioni, nella cultura e nella medicina popolare delle Alpi, nessun animale selvatico occupa un posto tanto importante quanto lo stambecco. La sua forza, la sua eleganze e le sue imponenti corna hanno da sempre affascinato gli uomini. I più bei esemplari di questa specie animale vivono nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Gli stambecchi furono posti sotto protezione fin dal 1856 dai reali della Casa dei Savoia. In questa grande area, al confine tra le regioni della Val d’Aosta e il Piemonte, essi trovano l’habitat ideale per riprodursi naturalmente. Il film mostra la vita di questi animali, con incredibili immagini colte durante loro rituali di accoppiamento e nei tremendi combattimenti tra maschi per conquistarsi la femmina. |
Detto 'Vero' - Stanza per MarozinItalia - 2007 - Mini DV - Bianco e nero Il soggetto di questo film è il “mito Marozin”, il comandante partigiano Giuseppe Marozin, nome di battaglia Vero, originario di Arzignano. È la storia di un uomo pragmatico che attraversò con ostinazione i giorni vissuti tra il ‘43 e il ‘45, alla fine del secondo conflitto mondiale. Vero è impegnato sui monti della Lessinia dove dà prova di tutta la sua risolutezza e, come ogni uomo votato all’azione, dischiude il suo futuro a una tragica ambiguità. Un episodio di storia minore raccontanto senza interviste a testimoni. Il film invoca, come in un dialogo epistolare, la memoria estranea della natura presente e si rivolge alla sonorità ideologica dei documenti ufficiali. |
Diario dell'inauditoItalia - 2007 - Mini DV - Colore Sottosengia, comune di Fumane, Lessinia. Il diario di un abitante di questa contrada, risalente alla prima metà del secolo scorso, viene ritrovato intatto. Queste pagine sono scritte par roèrso, al contrario, un codice cifrato assai diffuso, un tempo, tra gli abitanti di queste montagne. Il diario fa scoprire una figura unica e geniale, Giuseppe Marconi, detto Bepi Pessa, nato a Cona, emigrato in Argentina e tornato, sette anni dopo, per ritirarsi nel più totale isolamento e dedicarsi a un'ossessiva ricerca e catalogazione dei suoni nascosti della terra. Girato interamente sui Monti Lessini, il film è tratto da un racconto di Roal Dahl. |
Die BlumenwieseGermania - 2005 - Digital Betacam - Colore Il prato fiorito è uno spazio di sopravvivenza per centinaia di specie animali. Questo oceano di colori offre una casa agli insetti che vivono sul terreno e volano tra i fiori. Un tempo i prati erano completamente selvaggi e mutavano secondo i ritmi naturali, ora è l’Uomo che, con lo sfalcio annuale, permette la sopravvivenza del prato, evitando che vi crescano alberi. In questo modo il prato fiorito deve essere annualmente distrutto per permettere la sua sopravvivenza. Il film mostra un incredibile microcosmo naturale e, attraverso animazione grafiche, illustra l’evoluzione di questo ecosistema dalle ere glaciali fino ai giorni nostri. Un viaggio nel tempo che ha del magico e non è senza sorprese. |
Expedition in den Bayerischen UrwaldGermania - 2006 - Digital Betacam - Colore A pochi chilometri dalle montagne di Tegernsee, frequentatissime dal turismo di massa, si trova una delle ultime aree di foresta selvaggia della Baviera. Seguendo le tracce degli antichi boscaioli, il film ci porta a scoprire questi luoghi dove la presenza umana non ha lasciato alcun impatto, se non fosse per le antiche dighe di legno lungo i torrenti, ormai abbandonate. Alberi enormi, vecchi di centinaia di anni, sono i veri protagonisti di questi luoghi selvaggi e affascinanti, dove la foresta si rigenera da sola. È una scoperta del selvaggio proprio dietro la porta di casa e la dimostrazione che è possibile esplorare senza andare alla ricerca di luoghi esotici e lontani. |
Gesäuse - The Roaring MountainsAustria - 2005 - Digital Betacam - Colore La regione montuosa del Gesäuse, nel cuore delle Alpi austriache, è una delle più selvagge d’Europa. Pareti rocciose, torrenti impetuosi e maestose foreste sono inseriti in un paesaggio di ripidi e scoscesi versanti montuosi. Il roboante suono dell’acqua, che si infrange contro le pareti di roccia, ha dato il nome a queste montagne: le “Roaring Mountains”. Generazioni di scalatori tentarono di conquistare queste cime ma i primi che riuscirono a raggiungerle furono i monaci benedettini del convento di Admont che conserva la più grande biblioteca di monastero del mondo. I monaci erano esploratori e grandi studiosi della flora e della fauna di questa regione. Il film racconta la storia di questi primi esploratori, fino al massiccio disboscamento durante il XVI secolo e alla attuale classificazione di queste montagne come parco nazionale |
I fratelli FadaricSvizzera - 2007 - Digital Betacam - Colore Il piccolo villaggio di Germanionico, alla fine della Val Malvaglia, sembra essere miracolosamente aggrappato a un pezzo di terra a 1500 metri di altitudine. È formato da una ventina di case e stalle, vecchie centinaia di anni, costruite con pietra e legno locali. I fratelli Scossa Baggi, Emilio e Gino, sono chiamati da tutti i fratelli Fadaric. Vivono a Germanionico tutto l’anno. Scendono a valle soltanto quando hanno bisogno del medico o devono andare in municipio o al mercato delle pecore. Il film ritrae questi anziani fratelli nella loro vita a contatto con la natura e con i loro animali. Uno stile di vita radicale che la gente del luogo definisce finanche troppo selvaggio. E il racconto dei due anziani si fa, a tratti, di straziante malinconia. |
Ifugaos. Sculpteurs de montagnesFrancia - 2005 - Mini DV - Colore Nel cuore delle montagne delle Filippine si trovano i celebri terrazzamenti per la coltivazione del riso di Banané. Per la loro spettacolare bellezza sono stati definiti “l’ottava meraviglia del mondo”. Questa opera grandiosa fu realizzata, più di 2000 anni fa, dall’antico popolo di cacciatori di teste chiamato Ifugaos. Il film racconta il viaggio, a tratti rocambolesco, per giungere a Banané, in un luogo tanto inaccessibile d’aver tenuto lontani perfino i missionari spagnoli e le orde del turismo di massa. Ne esce un racconto realistico dal quale risaltano anche le misere condizioni di vita della gente che abita villaggi, fatti di capanne coperte di paglia che si ergono sul bordo dei grandi terrazzamenti d’acqua. |
Il était une fois... Les délices du petit mondeItalia - 2006 - DV-Cam - Colore Una coppia di pensionati, Erminio e Attilia, vivevano ad Arnad, un paesino della Valle d’Aosta, nel cuore delle Alpi. Parlavano il patois ed erano accomunati dalla stessa passione: la cucina di montagna. Con Paul e Sofia, i loro nipotini, e l’inseparabile gatto Furbino, andavano a cercare le erbe, i frutti di stagione, le primizie delle verdure coltivate con passione nel loro orto. Ai loro nipoti, Erminio e Attilia trasmettevano la saggezza legata alla cucina di montagna, fatta di conoscenza e di legame con la terra e con i suoi frutti. Tutto questo piccolo mondo viveva al ritmo delle stagioni, alla ricerca di semplici delizie, ricche di sapore e di umanità. |
Il grande saggioItalia - 2007 - Mini DV - Colore Ambientato sui Monti Lessini, alla fine degli anni Cinquanta, il film narra la vicenda umana di un giovane ragazzo di contrada e del mondo rurale in cui egli è cresciuto. Un mondo che va lentamente scomparendo al quale il protagonista è intimamente legato. L’innata e fertile vena poetica del giovane ragazzo, alimentata da un profondo contatto con la natura, lo porterà a trovarsi di fronte una nuova opportunità di vita e a dover scegliere tra il restare nel suo mondo o andarsene per costruirsi un futuro altrove. Nel doloroso distacco dalla sua terra, il ragazzo sarà aiutato dal “grande saggio” della foresta. |
Iné svetySlovacchia - 2006 - Betacam SP - Colore IlSaris, nell’Est della Slovacchia, è una regione di confine non solo geografico tra l’Europa dell’Ovest e quella dell’Est ma anche tra stili di vita e mentalità diversi: l’individualismo razionale dell’Ovest e l’intensa emozionalità dell’Est. Il film ritrae sei differenti caratteri di questo mondo. Sei “banditi”, come si definiscono loro, che sono abitanti del Saris ma anche ebrei, rom, gypsies o semplicemente giovani. Sei mondi alla “fine del mondo”, dove si fanno strada i temi della diversità tra poveri e ricchi, tra chi non riesce a comperarsi una casa e chi vive in una lussuosa villa con piscina. Ma tutti, indistintamente, dall’anziano signore al “duro” appena uscito dal carcere, guardano la stessa telenovela in TV, emblema della prepotenza mediatica in un paese di malinconica povertà. |
L'isola deserta dei carbonaiItalia - 2007 - DV-Cam - Colore Quello del carbonaio è un mestiere che, nel Nord d’Italia, è andato via via scomparendo nella seconda metà del Novecento. Questo film racconta questo antico mestiere dalla voce di due carbonai della Val Lemina, in Piemonte. Con meticolosa attenzione, vengono mostrate le fasi di lavorazione di una carbonaia, dalla sua costruzione, alla veglia durante la combustione lenta del legno, alla raccolta del carbone. Ma, attraverso i racconti dei carbonai e le immagini dei boschi, delle radure delle valli e delle borgate franate su se stesse, si scopre anche un mondo di fantasmi, un territorio “desertificato”. Un territorio in assenza dell’Uomo, che porta però con sé le tracce del suo stanziamento, della sua scomparsa e del suo possibile ritorno. |
Luis Trenker: figliol prodigoItalia - 2006 - Betacam SX - Colore Luis Trenker: regista, ma non solo. Personaggio poliedrico, guida alpina, maestro di sci, scalatore, architetto, attore, scrittore, ma anche faccendiere, violinista, pittore. Se non eccelse in tutti gli ambiti dove la sua veemente passione lo portò ad operare, certamente i risultati che raggiunse furono sempre apprezzabili. Questo film documentario si focalizza sull’impatto che Luis Trenker ebbe sulla settima arte, presentando molto materiale cinematografico tratto dai suoi film. Un’opera il cui intento è soprattutto quello di indagare sul perché un personaggio di tale levatura artistica sia oggi quasi marginale nell'immaginario collettivo della gente della sua terra natale: l'Alto Adige. |
O tempo dos bullósSpagna - 2005 - 35mm - Bianco e nero Una riflessione visuale e sonora che indaga sul binomio “tempo-paesaggio” e “tempometapaesaggio”. Il film è stato girato sulle montagne spagnole del Caurel. Le immagini in bianco e nero sono commentate soltanto dai rumori della montagna: il lavoro, la natura, la pioggia e il ritorno del sereno. Rumori che possono essere definiti “il silenzio della montagna”. Un silenzio che amplifica la bellezza e la poesia dei boschi illuminati dal primo raggio di sole o del crepitare delle castagne sul fuoco. Un racconto per immagini, dove la montagna è mostrata in tutta la sua forza evocativa. |
PoyrazTurchia - 2006 - 35mm - Colore In una vecchia casa nel cuore delle montagne, una ragazza vive con gli anziani della sua famiglia e osserva, con reticenza, la routine della vita quotidiana. Ma la sua è una scoperta anche dei misteri della vita e della morte, in un’atmosfera di attesa e di lunghi silenzi, colmati dagli sguardi, contrapposti, dell’anziana nonna e della giovane nipotina. Una passeggiata, mano nella mano, al fiume, nel maestoso incombere della montagna, sembra segnare il percorso verso una vita che continua al di là della morte. |
RevoluziunSvizzera - 2005 - Digital Betacam - Colore La rivoluzione del ‘68 ha lasciato la sua traccia anche nel cantone svizzero dei Grigioni. Ma dove sono finiti, oggi, gli ex-rivoluzionari che combattevano contro l’establishment e volevano cambiare il mondo? Vedono il mondo come allora? Sono rimasti fedeli a se stessi? Il film racconta del “dropout” e contadino Niculin Gianotti, nel suo mondo del paese di Bidogno, in Ticino. Accanto a lui la moglie Evelina e la figlia Mattea, la libraia Anna Ratti, l’artista Not Vital ed il politico Andrea Hämmerle, tutti amici degli anni del ‘68. «Se dovessi rivivere farei gli stessi errori», afferma Niculin e, a guardarlo portare a spalle il letame sui prati del Ticino, si concorda con lui quando afferma che anche questa è una forma di rivoluzione. |
Schatten der Wüste - Salzkarawanen im NigerGermania - 2006 - Digital Betacam - Colore Niger, il paese delle carovane del sale. Djibrilla, un ragazzo di 12 anni, fa parte del clan dei Kel Ewey. Per la prima volta gli è concesso di accompagnare i Tuareg che, annualmente, partendo dalle montagne dell’Aïr, attraversano il deserto Ténére fino all’oasi di Blima. Qui acquisteranno il sale il cui commercio è una delle principali fonti di sostentamento del clan. I Tuareg percorrono 600 km di distanza, per 30 giorni di cammino. Djibrilla vive questa esperienza sotto la guida di “Madugu” Adoua. Intorno al fuoco, nella fredda oscurità delle notti del deserto, e lungo le piste sulla sabbia, deve affrontare parecchie prove di coraggio, prima di raggiungere l’oasi dove il sale viene caricato per essere riportato sulle montagne, dopo la rituale offerta agli dei. |
Siachen. Una guerra per il ghiaccioSvizzera - 2005 - Digital Betacam - Colore La storia e la quotidianità di una delle guerre meno conosciute e più assurde del nostro pianeta. Dal 1984, all’estremo nord del confine indo-pakistano, si combatte per il controllo del ghiacciaio del Siachen (5000-7500 mt.). Una guerra terribile per contendersi poche centinaia di km quadrati di ghiacci e di rocce persi nel cuore del Karakorum. Il film, girato nel 2004, documenta per la prima volta in video i luoghi e gli sfortunati protagonisti di questa guerra, con uno sguardo realistico, non senza una punta di tragica ironia. Le parate, le esercitazioni, le posizioni avanzate dei due eserciti, tutto sembra un’assurda, quanto terribile, messa in scena. |
Un Noël au TibetFrancia - 2006 - Mini DV - Colore Nella regione tibetana dello Yunnan, nel Sud-Ovest della Cina, vivono alcune migliaia di tibetani cattolici. Evangelizzati da missonari francesi e svizzeri, a partire dal XIX secolo, furono doppiamente perseguitati dai comunisti cinesi, come tibetani e come cattolici. Ciò nonostante conservarono e tramandarono la loro fede, pur nell’assenza di preti. Il film racconta la sorprendente esperienza di vivere, nel cuore del Tibet, un Natale cattolico, con gli stessi riti e le stesse usanze europee, con il presepe, la veglia di mezzanotte e i canti in latino. E, nei racconti dei protagonisti, rivivono i bei ricordi del tempo trascorso con i missionari e quelli terribili delle persecuzioni nei gulag cinesi. |
Valgrande, santuario del silenzioItalia - 2007 - Betacam SP - Colore Schivo, aristocratico, un po’ bizzarro, destinato alle singole persone, più che alle masse, il Parco Nazionale della Valgrande è la più grande area wilderness d’Italia. Un santuario dell’ambiente in gran parte inaccessibile, un territorio impervio, che può apparire quasi geloso dei propri segreti ma è invece anche generoso con chi, tenace, li sa penetrare lentamente, a piedi, andando per sentieri. Un racconto di una “civiltà montanara” narrato dai luoghi e dalla gente dei paesi che abitano quest’area fra l’Ossola, il Verbano, la Val Vigezzo la Valle Intrasca e la Cannobina. |

























