Le montagne tirolesi al centro dell'anima (L'Arena - 23th August 2007)
Dal nuovo parco nazionale austriaco al regista Luis Trenker, a Bosco una carrellata sulle «terre di confine». E stasera tocca ai carbonai
di Vittorio Zambaldo
La montagna selvaggia, quella che disegneresti da bambino, con guglie, boschi paurosi, occhi feroci che ti guardano: la montagna delle paure, ma anche quella della soddisfazione di trovare piante, animali, vita insomma, che non trovi altrove. Questo è «Gasäuse - The Roaring Mountains», dell’austriaco Michael Schlamberger, proiettato al Film festival della Lessinia, in corso a Boscochiesanuova. Sono 50 minuti di documentario naturalistico ma anche storico sulla regione del Gasäuse, nel cuore delle Alpi austriache che al centro conservano il gioiello dell’abbazia benedettina di Admont, con la più grande e più bella biblioteca monastica al mondo, capace di conservare 200 mila volumi e diversi documenti non ancora aperti dagli storici.
Lì, dove natura e cultura si sono fuse, è nato anche l’interesse dei monaci per quelle vette, salite senza pratica e senza ausili, rischiando più volte la vita, per cercare tracce da conservare negli erbari e nel proprio museo di storia naturale. Montagne scavate da milioni di anni dall’impetuoso fiume Enns ospitano una vita selvaggia che la telecamera riprende con straordinaria vivacità in tutte le stagioni, catturando immagini forti e rare. Disturba un po’ il salto ripetuto da un argomento all’altro, ma nel complesso si ha una panoramica completa della regione, oggi diventata il parco nazionale più giovane dell’Austria.
Di tutt’altro genere «Luis Trenker, figliol prodigo», film di Andreas Perugini che cerca di indagare con la tecnica dell’intervista perché un regista, guida alpina, architetto, scrittore, musicista e pittore, personalità artisticamente ricchissima, sia ignorato in Sudtirolo, sua patria. Figlio di un austriaco e di una ladina, univa con la passione per la cultura italiana le tre anime dell’Alto Adige di oggi. Nato nel 1896 cittadino dell’Impero, si è trovato a disagio quando ha dovuto scegliere fra Terzo Reich e fascismo: la sua scelta-non scelta non gli portato molte simpatie tra i suoi conterranei e lo stesso Reinhold Messner lo critica: «È sempre stato con chi deteneva il potere», anche se forse il potere era più un mezzo o un ostacolo sulla strada creativa di Trenker.
Ingenuo ma spassoso «Maciste alpino», di Luigi Maggi e Romano Borgnetto, film muto del 1916 accompagnato dal vivo, come ai vecchi tempi, dalla fisarmonica di Igino Maggiotto, ha strappato risate a scena aperta. Faceva parte della sezione storica «La Grande Guerra sulle Alpi» che ha attirato il tutto esaurito nel teatro Vittoria. Una sorpresa che ha confermato negli organizzatori come le serate a tema siano particolarmente gradite dal pubblico, a cui per altro sono state offerte in pellicola delle rarità.
Questa sera sono di scena al teatro Vittoria i carbonai piemontesi e i rivoluzionari del ’68 diventati contadini nei Grigioni, mentre in sala Olimpica sono in proiezione storie umane («Amore sulla neve» e «Il grande saggio») e storie di natura con «Blumenwiese» (il prato di fiori).
