La Lessinai d'Oro a Un Noël au Tibet (Il Gazzettino - 26th August 2007)
di Piero Zanotto
Il film di produzione francese "Un Noël au Tibet" du Jean Babtiste Warluzel, Valk van Gaver e Constantin de Slizewicz ha vinto la Lessinia d'oro (3000 euro) Gran Premio del Film Festival della Lessinia chiuso ieri al nuovissimo Cine-Teatro Vittoria con la cerimonia di premiazione. Una notizia di grande importanza soprattutto per i suoi contenuti "che ha sorpreso - come dice la motivazione della giuria presieduta dal cineasta tedesco di montagna Gerhard Baur - per la suggestione e l'emozionalità del racconto che porta lo spettatore all'interno di una piccola comunità cattolica della regione tibetata del Yunnan la quale ha saputo conservare con coraggio la propria identità, portandola indenne fuori dalle intemperie ideologiche del grande continente Cina. La giuria si trova unita nel riconoscere il messaggio rappresentato dal primato della coscienza di fronte ad ogni possibile umana sopraffazione".
In altre parole "Un Natale in Tibet" da testimonianza di come il regime comunista tolleri che un pugno di cristiani cattolici possa manifestare la propria fede in una piccola chiesa di recente restaurata allestendovi a conclusione del rito eucaristico della santa messa un presepe così come lo si intende francescanamente in Europa. Una chicca che ha dato un sapore nuovo a questo festival aperto a tutte le tematiche legate alla montagna, alla vita di quanti vi abitano o dei pochi che ancora resistono all'inarrestabile degrado e abbandono e alla difesa della natura. Per la prima volta con la sua tredicesima edizione organizzato a Bosco Chiesanuova, tenacemente dal suo direttore artistico Alessandro Anderloni.
Al di sopra, dunque, di tutte le altre assegnazioni di alloro che per regolamento si specificano in un amplisssimo ventaglio di tematiche montane. Dando particolare significato al film premiato con il Lessinia d'argento, e cioè il lungometraggio di produzione germanica "Das Kalb in der Kuh and das Korn in der Kist" (ovvero: Il vitello nella mucca e il grano nella cassa. Un anno dei contadini di montagna in Val d'Ultimo) di Josef Schwellensattl, opera ritenuta come la migliore nel documentare e valorizzare la vita dell'uomo in montagna. Nella fattispecie le giornate vissute da due fratelli assieme alla anziana madre nel maso Oberhof: "tenerissimo omaggio ove l'ars poetica si sposa con una eccezionale capacità di linguaggio filmico".
Ventincinque le opere selezionate per il concorso, per otto di queste un particolare riconoscimento. E all'interno un corollario di eventi sullo schermo (serata eccezionale quella dedicata alla Grande Guerra, con filmati provenienti dal Museo del Cinema di Torino e dal Museo Storico di Trento e con la proiezione del film a soggetto "Maciste alpino", 1916, in copia restaurata, protagonista Bartolomeo Pagano il cui debutto era avvenuto in precedenza nel kolossal "Cabiria" di Pastrone. Divertissement comico antiaustriaco diffuso con l'Italia impegnata nello sforzo bellico) e incontri quotidiani con gli autori e l'arioso evento rappresentato dalla bellissima mostra fotografica "L'occhio del geografo sulla montagna - Scatti e pensieri di Eugenio Turri".
